N.05 · Substrati · 18 Apr 2026 · 3 min di lettura

Le mie ricette di substrato, per pianta

Sphagnum, perlite, bark, biochar, chips di cocco. Per Sonerila/Sarcopyramis: 50/30/10/10. Per Alocasia: 25/25/20/15/10/5. Per Begonia: 40/30/20/10. Tutte le formule che uso in vivaio.

Il substrato giusto non è quello che nutre di più. È quello che permette alle radici di respirare mentre restano umide. Nelle tropicali da sottobosco, che nel loro ambiente crescono su un tappeto di foglie in decomposizione e non dentro la terra, questa distinzione è tutto: quasi tutti i problemi che mi scrivete sono radici asfissiate, non radici affamate.

Per questo nei miei mix la terra vera e propria non c'è quasi mai.

I componenti, e cosa fa ciascuno.

Lo sphagnum a fibra lunga trattiene molta acqua e la cede lentamente, restando comunque areato perché le fibre non si compattano. È la base per tutto quello che vuole umidità alta e costante. Va idratato dodici ore prima e poi strizzato bene: deve essere umido come una spugna appena strizzata, non gocciolante.

La perlite è quella che crea i vuoti d'aria. Uso la granulometria 2-6 mm: quella fine si compatta e non serve a niente. Sciacquala prima di usarla, perché la polvere bianca che fa è fastidiosa da respirare e intasa i pori.

Il bark di pino dà struttura e impedisce al mix di collassare col tempo. È il componente che fa durare un substrato due anni invece di sei mesi.

Il biochar assorbe i sali in eccesso e ospita i batteri utili. Ne basta poco, fra il 5 e il 10 per cento.

Le chips di cocco stanno a metà fra sphagnum e bark: trattengono acqua ma drenano. Le uso dove serve una via di mezzo.

L'humus di lombrico è l'unico apporto organico che metto, e solo dove la pianta è vorace.

Le tre ricette che uso davvero.

Per Sonerila e Sarcopyramis, cioè le micro-melastomatacee da terrario: sphagnum 50, perlite 30, bark 10, biochar 10. Queste vivono in umidità altissima e hanno radici finissime che non perdonano il secco. Il mix è volutamente ricco di sphagnum perché in terrario chiuso il rischio di seccare è basso.

Per le Alocasia

bark 25, perlite 25, chips di cocco 20, humus di lombrico 15, biochar 10, sphagnum 5. Le Alocasia sono l'eccezione vorace, mangiano parecchio, ma marciscono anche in fretta: da qui la struttura molto aperta con solo un tocco di sphagnum a tenere l'umidità.

Per le Begonia

sphagnum 40, perlite 30, bark 20, biochar 10. Le Begonia rizomatose hanno radici superficiali e odiano avere il rizoma bagnato. Questo mix resta umido sotto e asciuga in superficie, che è esattamente quello che vogliono.

Le proporzioni sono in volume, non in peso. Si misurano con un bicchiere, non con la bilancia.

Gli errori che vedo più spesso

Comprare il terriccio universale e aggiungerci una manciata di perlite: il terriccio si compatta comunque e la perlite finisce tutta in superficie. Usare sphagnum secco direttamente nel vaso: assorbe l'acqua dell'annaffiatura e poi la trattiene in modo irregolare. Fare un mix perfetto e poi metterlo in un vaso di ceramica smaltata senza fori.

Un'ultima cosa: il vaso conta quanto il substrato. Uso vasi trasparenti per quasi tutto, non per estetica ma perché vedere le radici significa accorgersi di un problema tre settimane prima.

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