Manifesto: perché apro Florilegio
Tre piante madri (Philodendron Micans, Begonia Maculata, Pilea Moon Valley), un piano a sei mesi, e l'idea di un vivaio piccolo che documenta tutto. Break-even previsto al mese 6–10.
Apro Florilegio con tre piante madri: un Philodendron Micans, una Begonia Maculata e una Pilea Moon Valley. Non è un understatement da manifesto, sono letteralmente tre piante. Da lì si parte.
L'idea è semplice e per certi versi antieconomica: un vivaio piccolo che vende solo quello che coltiva davvero e che documenta tutto, anche quello che va storto.
Perché farlo
Quando ho cominciato a cercare piante rare mi sono accorto che il problema non era trovarle, era fidarsi. Le schede di cura sui siti sono copiate le une dalle altre, spesso tradotte male da fonti americane con un clima che non è il nostro. Le foto sono foto d'archivio, e quello che arriva è un'altra pianta. E quando qualcosa muore nessuno ti sa dire perché, perché nessuno l'aveva mai coltivata.
Quindi le regole che mi do.
Vendo solo specie che ho tenuto. Se una pianta è a catalogo è perché è in vivaio, oppure sta arrivando da un fornitore che conosco e passa comunque dalla mia acclimatazione prima di essere spedita.
Le schede di cura le scrivo io, con i valori che uso davvero: luce, umidità, temperatura, substrato, tempi di radicazione misurati. Se non ho un dato, scrivo che non ce l'ho.
Le foto sono della pianta che riceverai, non di un esemplare adulto perfetto fotografato in Thailandia.
Documento anche i fallimenti. Se una serie di talee non attecchisce, l'articolo su quella specie lo dice.
Il piano a sei mesi, in chiaro
Mese uno e due: costruire il vivaio e portare le piante madri a produrre. Mese tre e quattro: prime talee radicate, catalogo aperto con poche specie. Mese cinque e sei: ampliare a una quindicina di specie, aprire le spedizioni regolari, capire quali piante hanno domanda vera. Il pareggio dei costi lo prevedo fra il mese sei e il mese dieci, con un margine largo perché una singola infestazione o un'estate storta possono spostare tutto di due mesi.
Cosa non farò
Non farò preordini su piante che non esistono ancora. Non venderò talee appena tagliate spacciandole per radicate. Non farò sconti sul fatto che una pianta viva è un essere vivente e non un oggetto: se ti arriva male voglio saperlo e voglio rimediare, non voglio discutere.
Un vivaio piccolo ha un solo vantaggio competitivo vero, ed è che chi ci lavora conosce ogni pianta singolarmente. Nel momento in cui cresce troppo per farlo, quel vantaggio sparisce. Per questo non ho intenzione di crescere in fretta.
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