N.02 · Setup · 20 Mar 2026 · 3 min di lettura

Il vivaio in 80x37 cm: come l'ho costruito

Una vetrina chiusa, quattro barre LED e un timer. Come ho ricavato un vivaio domestico per 15+ piante madri da un mobile da soggiorno, e cosa rifarei diversamente.

Il vivaio è una vetrina da soggiorno di ottanta centimetri per trentasette di profondità. Non è una serra, non è una stanza dedicata: è un mobile comprato usato e riadattato. Dentro ci stanno una quindicina di piante madri più le propagazioni in corso. Ecco com'è fatto e cosa rifarei diversamente.

Il mobile

Serviva vetro su tre lati per la luce e ante che chiudessero davvero, per tenere l'umidità. Le vetrine da soggiorno costano un decimo di un terrario di pari volume e sono già fatte così. L'unica modifica strutturale è stata togliere il fondo di truciolare, che con l'umidità si sarebbe gonfiato in un mese, e sostituirlo con un vassoio di plastica rigida che raccoglie l'acqua.

L'illuminazione

Quattro barre LED a spettro pieno montate sotto i ripiani, non sul soffitto della vetrina. È la scelta che ha cambiato più cose: illuminando ogni ripiano dal ripiano sopra, tutte le piante ricevono luce da vicino invece che una in cima al sole e quelle sotto in ombra. Le tengo accese dodici ore con un timer meccanico da pochi euro, che a differenza di quelli smart non ha bisogno di rete e non si dimentica l'orario quando manca la corrente.

L'umidità

Non uso un umidificatore. Il vassoio sul fondo con argilla espansa bagnata più le ante chiuse tengono stabilmente fra il 70 e l'80 per cento, e i vetri mi dicono subito se sto esagerando: se condensano tutta la notte c'è troppa acqua ferma. Una ventolina da computer da cinque volt, alimentata da un caricatore del telefono, gira a bassa velocità e basta a evitare che l'aria ristagni. È il pezzo da otto euro che ha risolto il problema più grosso.

Il monitoraggio

Un termoigrometro dentro, in mezzo alle piante e non appoggiato al vetro, perché la temperatura sul vetro non è quella che sentono le radici. Lo guardo la mattina e la sera. Misurare è il novanta per cento del mestiere: senza numeri stai solo tirando a indovinare.

Cosa costa

Il mobile usato, le barre LED, il timer, la ventola, il termoigrometro e il vassoio stanno complessivamente sotto i duecento euro. È meno di due Alocasia variegate.

Cosa rifarei diversamente, che poi è la parte utile.

Prenderei una vetrina più profonda. Trentasette centimetri sembrano tanti finché non metti i vasi in doppia fila e non arrivi più a quelli dietro. Cinquanta sarebbero stati giusti.

Metterei le barre LED su un binario o su viti regolabili invece che fisse. Le piante crescono, la distanza ottimale cambia, e ora per alzare una barra devo smontare.

Comprerei subito due termoigrometri invece di uno. Uno in alto e uno in basso: la differenza fra i due ripiani è di parecchi punti di umidità e me ne sono accorto tardi.

Non metterei il vivaio contro un muro esterno. D'inverno quel lato è più freddo di tre o quattro gradi e le piante di quella fila crescono visibilmente più piano.

E soprattutto lascerei più spazio vuoto. Ho riempito la vetrina nei primi due mesi e da allora ogni operazione, ogni rinvaso, ogni talea, è un gioco a incastro. Un vivaio pieno all'ottanta per cento si gestisce; uno pieno al cento si subisce.

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